Comprai la prima macchina perché avevo la sensazione che la passione di scrivere non bastasse. E poi le foto mi servivano come una sorta di memoria, per aggiungere dei dettagli a quegli appunti, già completi ma interpretabili, per vedere e ricordare quello che in quel momento non avrei notato. 
Con quella macchina ho viaggiato in tanti volti, ho ritratto mille umori, facendola diventare nel tempo il mio strumenti di espressione, di emozione interiore e di dialogo con la gente.
La macchina fotografica è uno strumento semplice, anche il più inesperto può usarla, la sfida consiste nel creare attraverso di essa quella congiunzione tra verità e bellezza chiamata arte.
Il mio lavoro aspira a rilevare l’anima di una persona, l’emozione di un evento, di un volto o l’essenza vitale di un oggetto, e allora il cuore mi trabocca di felicità per aver ritratto ciò che provo guardando attraverso l’obiettivo.
…foto che hanno la pretesa di raccontare una storia.